La Domenica - "Alois Lageder, tutto è arte"
Fabio Zamboni
E' un sudtirolese doc. Nel senso che ha radici profonde: l'antenato che diede il via alla sua rinomatissima attività vinicola scese a Bolzano dal paesino di Albions, Val Gardena, in cerca di fortuna nel lontano 1823 e da allora, attraverso cinque generazioni, i Lageder che si sono tramandati il nome Alois sono stati ben quattro.
Alois Lageder IV, oggi il vignaiolo più famoso fra quelli altoatesini ma anche uno dei più affermati fra quelli italiani, ma anche l'uomo di cultura impegnato sul fronte dell'mie e della musica, è invece molto meno sudtirolese quanto a visione del mondo e capacità di guardare al di là del ristretto orizzonte delle pur magnifiche Dolomiti. Perché è un vignaiolo che sperimenta forme di produzione del tutto alternative, ispirate alla filo· sofia olistica; è un uomo di cultura che ha presieduto per dieci anni il Museion senza dover dare nulla in cambio a livello politico; è un uomo di spettacolo che rispetta le tradizioni locali coltivando però soltanto ciò che è proiettato verso il futuro: arte e musica contemporanee.


