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Progetto etichette

Da anni l’arte contemporanea è un elemento integrante e centrale della nostra Tenuta. Motivati dal successo riscosso dal primo progetto artistico, abbiamo quindi pensato di valorizzare ancora meglio il rapporto diretto fra l’arte e i nostri prodotti, invitando diversi artisti a ideare delle etichette per la vestizione delle nostre bottiglie. Una sfida tutt’altro che facile per il loro estro creativo, poiché il compito loro assegnato era di interpretare il nostro stretto legame con la natura e l’approccio olistico della nostra filosofia aziendale, nonché il metodo biologico-dinamico adottato in vigna e in cantina.

Oltre al rispetto della natura e dello sviluppo sostenibile, Alois Lageder nella gestione della propria tenuta ha sempre posto in primo piano un rapporto stretto e costruttivo con l’arte contemporanea. Dal desiderio di dare un compimento organico al percorso che va dalla vite alla bottiglia, anche dal punto di vista estetico, è scaturita l’idea di affidare la grafica delle nostre etichette alla creatività di un gruppo di artisti. Ciascuno di loro si è cimentato con una sfida insolita quanto affascinante, ossia interpretare il rapporto stretto con la natura, la coltivazione biologico-dinamica e l’approccio olistico che contraddistinguono la tenuta.

Cinque artisti italiani di fama internazionale sono riusciti a cogliere questa filosofia, ideando altrettante etichette per i vini in purezza della linea Alois Lageder. Oltre alla caratterizzazione specifica di ciascun vino – dal Pinot grigio al Traminer aromatico, dal Lagrein al Pinot nero – le etichette riprendono in modo creativo cinque aspetti fondamentali della produzione vinicola: la luce (Hölzl), la terra (Airò), la vite (Marisaldi), l’uomo (Maloberti) e il vino (Vitone).

La foto realizzata da Elisabeth Hölzl, con la superficie inondata di luce, esprime l’idea dello scambio continuo tra luce, energia ed altre forze o tra il cosmo e la Terra, ma vuole anche raffigurare la consistenza porosa del suolo e delle foglie.

Mario Airò, invece, ha scelto come tema gli effetti dei vari tipi di terreno sull’aroma e sul sapore del vino, utilizzando la tecnica del frottage su pietre prelevate dal vigneto.

La foglia stilizzata di Eva Marisaldi vuole rappresentare una natura in continuo mutamento, e simboleggiare il ciclo biologico della vite.

Marcello Maloberti, giocando coi contorni netti delle linee della mano, riesce a rendere palpabile e convincente la metafora del rapporto fra produttore e consumatore.

Luca Vitone, infine, ha scelto di dipingere col vino, realizzando degli acquarelli che si fondono l’uno nell’altro, esprimendo la molteplicità infinita dei colori nella produzione vinicola.

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